quali alimenti scegliere

Quali alimenti scegliere

Nell’ultimo decennio si è veriiìcato un notevole progresso delle conoscenze su meccanismi biologici a livello di genetica e ingegneria molecolare, di nsiologia dei recettori e dei modulatori neuroendocrini, per tutti i quali valgono i vincoli molto stringenti della genetica.

D’altra parte, minOre e stato lo sviluppo delle conoscenze sui sistemi integrati psicoiisiologici a livello individuale, cui hanno contribuito molto le scienze cognitive basate sulle neuroscienze, molto meno le scienze deile funzioni integrate del corpo.

Palese e diffusa conseguenza è l’attuale prevalenza del genetico sull’epigenetico nelle scienze naturali, con reazione culturale di segno opposto, uno ai segiaii molteplici e disordinati di new age.

È proprio il contrario di quanto avveniva negn anni Cinquanta (in cui prevaleva l‘epigenetiCO) ma con lo stesso rischio, per la grande Probabilità dì sperequazione nell‘informazione e di conseguenti errori di valutazione.

Ovviamente, la stessa tendenza si è sviluppata nelle scienze della nutrizione e degli alimenti, con prevalente interesse per ìmeccanismimoiecolari che sono sotto stretto controllo genetico.

Questo limite diviene evidente oggi, quando nella realtà si verifica la convergenza di approcci scientifici differenti, conispondenti alle rispettive motivazioni. Ciò era stato ben compreso da molti ricercatori e clinici gamein anni Cinquanta, ma solo dagli anni Settanta si è Sviluppata continuità della ricerca mtegmta,_come è stato recentemente ricordato (Kisaileff, 1997).

È da rilevare, specie in questa sede, l‘iniziativa di naiologì che, suila base della ricerca sulla nutrizione, hanno sviluppato il concetto che la sensibilità ha sia gnitìcato fondamentale (anestesia)! nell‘organizzazione e nel controllo del sistema uomo (Cabanac, 1996).

Da rilevare, moltre, l‘iniziativa di psicopatologi che non solo hanno cons centrato la loro attenzione sulla food choice2 (scelta. di alimenti), ma si sono fatti promoter di e convegni annuali per mantenerla continua nella cultura (Booth, 1994).

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