PET certificate: cos’è e come studiarlo

Il PET (Preliminary English Test) è un esame di lingua inglese di livello B1 del Quadro Europeo di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue (CEFR). I livelli in cui si articola il CEFR sono 6 (A1 e A2, B1 e B2, C1 e C2), e ciascun livello esprime il grado di conoscenza della lingua inglese, nella comprensione scritta, nella comprensione orale, nella produzione scritta e orale. Nella fattispecie, chi supera il PET è (dovrebbe essere) in grado di interagire con scioltezza con i parlanti nativi e dovrebbe potersi muovere con disinvoltura quando visita il paese di cui parla la lingua. Sostanzialmente, si suppone che abbia le competenze linguistiche necessarie per comprendere informazioni pratiche, per prendere appunti in lignua, per partecipare a conversazioni in un contesto lavorativo, per scrivere testi e lettere in modo non articolato.

Il pregio del PET è che è riconosciuto a livello internazionale e quindi fornisce un quadro attendibile delle competenze linguistiche di chi lo ha sostenuto con successo. Che è il motivo per cui il certificato ha validità per un gran numero di istituti d’istruzioni e aziende di tutto il mondo (la Sony, la Coca Cola, per fare solo due esempi). C’è anzi tutta una lista di istituti che accettano il PET. Questa pregevole attestazione scritta ha anche il vantaggio di poter essere ottenuta presso uno dei 2800 centri sparsi in tutto il mondo. Del resto, anche le date degli esami sono molto flessibili.

Il PET è gestito dall’Università di Cambridge ed è valido tutta la vita. L’esame si struttura in 3 parti (paper): una prova di lettura e scrittura (8 esercizi da svolgere in un’ora e 30 minuti), una prova di ascolto (4 esercizi da svolgere in 30 minuti), una prova di comunicazione orale (4 esercizi da svolgere in coppia con un altro candidato nell’arco di circa 10 minuti). Dopo 6 settimane i candidati conosceranno l’esito (Statement of Results). Che può essere negativo (fail), sufficiente (viene rilasciato il certificato di livello inferiore al PET, cioè il livello A2), buono (pass), ottimo (pass with merit), eccellente (pass with distinction: si attesta che il candidato è idoneo per il livello B2). I certificati vengono emessi 3 mesi dopo la prova sostenuta.

Ora, vediamo in che modo prepararci al PET. Intanto, le svariate scuole private. Secondo le indicazioni riportate sugli handbooks dell’UCLES a beneficio degli insegnanti, occorrono circa 375 ore di studio per preparare il PET. Il che implica che, partendo da zero, la preparazione del PET abbisogna almeno di un paio di anni di scuola privata. Ma anche avvalendosi di personale altamente qualificato, le scuole d’inglese possono non essere la soluzione migliore. Innanzitutto, ci si assicuri che l’insegnante sia madrelingua. La lezione di gruppo è la via economicamente più percorribile ma un inconveniente difficilmente ovviabile: gli studenti più preparati devono aspettare i progressi di quelli più lenti. Va da sé che una delle soluzioni migliori sia rappresentata dal corso intensivo individuale. Se non si vuole spendere troppo, si può ricorrere a lezioni individuali via Skype, per esempio con insegnanti indiani.

I libri per studiare il PET a casa

Qualora, invece, vogliamo libri per prepararci al PET in maniera indipendente, non possiamo evitare di focalizzarci sulla struttura degli esercizi proposti in sede d’esame. In quest’ottica, cosa ci può essere di meglio di una raccolta degli esami precedenti del PET (con risposte)? Per esempio, il “Preliminary with answers” è un libro (con cd) con il quale poter fare numerose simulazioni d’esame. E poi dobbiamo dedicarci alla pratica fondamentale della lettura in lingua. Dai libri tascabili ai siti web alle mail ai giornali online: possiamo imparare da ogni canale di comunicazione. E se abbiamo cura di prendere nota, per esempio su organizer come Evernote, dei termini e dei modi di dire che non conosciamo, possiamo arricchire il nostro bagaglio linguistico in men che non si dica. Potremmo seguire uno degli innumerevoli canali youtube in lingua. Oppure ascoltare e riascoltare i nostri attori o cantanti preferiti. Per rafforzare la capacità di scrittura, possiamo pensare di fare riassunti di libri o articoli.

Ci sono svariati modi di incrementare la nostra capacità di capire, scrivere e parlare in un inglese sufficientemente buono (per superare il PET, si capisce). Il problema che dobbiamo affrontare, però, ha a che fare con il metro di valutazione dell’esame che dobbiamo sostenere. E nella fattispecie, i test PET sono sintetici, il che significa che sono studiati per valutare il maggior numero di studenti nel modo più veloce ed economico. Ne discende che la pratica (sugli esercizi proposti in sede d’esame) è importante quanto se non più della conoscenza della lingua inglese in sé. Ma un ruolo fondamentale lo gioca anche la strategia che mettiamo a punto per prepararci all’esame, indipendemente dai libri che studiamo o dalla conversazione in lingua in cui ci cimentiamo. Per esempio, durante l’ultima prova del PET, quella in cui si fa conversazione con un altro candidato, è bene essere quanto più spigliati è possibile, anche qualora trovassimo delle difficoltà nell’esprimerci. Perché gli esaminatori non baderanno alla perfezione della forma (il PET è un livello intermedio, non si pretende che i candidati si esprimano come Shakespeare). Sarebbe meglio, quando si hanno dei dubbi in merito a una regola grammaticale, non farsi stringere dall’impasse ma parlare quanto più spigliatamente è possibile, interagire con l’altro candidato nel modo più naturale. Ecco, accorgimenti come questi potrebbero farci guadagnare preziosi punti PET.

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